“[…]quindi poi in realtà tutto rimane, da qualche parte tutto rimane.
Il lavoro che si fà in una sala prove è proprio un lavoro. Ci si mette li e si lavora, si lavora, si suona si fanno andare le canzoni e si sente cos’hanno da dirci ste canzoni qua e si cerca di creare un filo narrativo però non lo puoi creare prima, il filo narrativo.
Poi cosa succede? che alla fine ti rendi conto che quando hai fatto una scaletta, una tournée il filo narrativo è sempre lo stesso però (questo schema) non lo puoi mettere prima perché se lo metti prima perdi tutto il gusto del farlo e diventa tutto meccanico anche se poi tanto alla fine arrivi sempre li, no? é un pò come dire che si muore.
Tutti si muore, è chiaro che alla fine poi moriremo, questa è la fine. La fine è che si muore, la fine della vita terrena e poi chissà cosa c’è; questo non si sà però la fine della vita terrena è che si muore.
Però se uno dice “eh tanto si muore” allora che costa, che serve… eh no! il bello è vivere, il bello è vedere dove, come si fà ad arrivare li, no? C’è qualcosa in questa cosa qui, forse, c’è qualcosa. Nei sogni, nei desideri nei percorsi umani nei processi umani c’è qualcosa, c’è un valore, difficile dire quale ma c’è un valore e se uno comincia a pensare che non c’è un valore in quelle cose li, inizia l’inferno, l’inferno dove spesso ci vogliono condurre anche. Noi siamo per la vita, per la vita intesa proprio che la vita è un casino. Non la puoi definire mai, non puoi mai dare un nome alle cose che succedono[…]”

Lorenzo Jovanotti Cherubini

Il senso del fare – Jovanotti

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Si vince, si perde si pestano merde che si infilano nelle fessure sotto la suola si vive, si muore si prova dolore dal quale non c’e’ un pensiero che ti consola si parla coi cani, si stringono mani si fa spesso finta di essere qualcosa si guarda il tramonto, si arriva in ritardo ci piovono addosso macerie di vita esplose si fanno dei figli, si sognano sogni si fanno castelli di sabbia sul bagnasciuga si infilano perle di vetro nelle collane e si progetta una fuga Si cerca di lavoro, si accumula stress, che poi esplode in un improvviso cambio di scena si cerca qualcosa che faccia spuntare due ali di rondine dietro la schiena si accusano gli altri, si saltano i pasti si scende sotto a portare la spazzatura si spianano rughe, si spigano spighe si fa i conti con i mille volti della paura si nasce in un posto, si prende una barca per arrivare dove poter nascere ancora si mettono fiori tra pagine di diario per ricordarci un momento di vita vera Si fanno dei piani, si stringono mani si firmano accordi che prevedono una penale si sputa per terra, si perde la guerra Si pensa che alla fine poi tanto e’ sempre uguale si muove la torre, si copre l’alfiere, Si passa una giornata a difendere cio’ che e’ perso si scrive la password, si entra nel network e per un po’ si immagina tutto diverso si studia un sistema, si pone un problema si cerca di far presto per avere tempo che avanza si scopre di avere un immenso potere ma non e’ mai abbastanza Noi siamo l’elemento umano nella macchina E siamo liberi sotto alle nuvole Noi siamo l’elemento umano nella macchina E ci facciamo del male per abitudine

L’elemento umano – Lorenzo Jovanotti Cherubini

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