Paura della morte? E se te la descrivessero?

A Modo Mio Commenta

dopomorteChe la morte, non sia un argomento piacevole, non ci piove. Qualcuno dice di non badarci affatto, altri non ci pensano ma se sei tra quelle persone a cui il solo nominarla provoca, oltre a vari e spontanei gesti scaramantici, un ossessione mista a paura forse le letture che ti sto per consigliare potrebbero anche smorzare un poco i timori verso “la livella” o perlomeno darti un punto di vista più leggero. Nel peggiore dei casi non cambierà nulla. Certo leggere di un argomento porta anche a rifletterci, per cui sta a te decidere, come sempre, se seguire o meno questi suggerimenti, a seconda della tua sensibilità.
Il primo libro su cui voglio portare l’attenzione è: il Bardo Todol detto libro tibetano dei morti. Secondo le credenze buddiste, che per non dilungarmi non approfondirò in questo post (non me ne voglia chi è a digiuno di questa filosofia), le antichissime pagine del Bardo sono una vera e propria guida che viene letta al defunto in un determinato lasso di tempo utile a guidarne lo spirito verso la liberazione dal ciclo della reincarnazione o, se inevitabile, verso la “migliore”. Il libro in realtà descrive minuziosamente anche i vari stadi che lo spirito affronta nel trapasso lasciando il corpo creando un immagine della morte che sono sicuro troverai nuova e quasi rassicurante rispetto a ciò che hai sempre immaginato. Certo, a digiuno di buddismo potrebbe risultare molto caotico e pieno di termini e immagini dal significato sconosciuto ma, se sei una persona a cui normalmente piace approfondire autonomamente, mi sento comunque di consigliartelo come un possibile punto di partenza per farti una cultura generale sulla disciplina del Buddha. Se invece preferissi una lettura meno spirituale e più moderna, sulla stessa onda del Bardo è il libro americano dei morti di E. J. Gold: in pratica non è nient’altro che il libro tibetano dei morti commentato e spiegato con immagini e parole più semplici diventando più digeribile per un occidentale (americano appunto). Dello stesso tenore ma più terreno, se così si può dire, è manuale per sopravvivere dopo la morte di Ensitiv, un viaggiatore astrale, che descrive nel libro le sue “uscite” e sostenendo di tanto in tanto alcune analogie con il Bardo. Se sei tra chi se lo sta chiedendo, il viaggio astrale è la capacità di viaggiare con il proprio spirito lasciando e uscendo più o meno volontariamente il proprio corpo per un lasso di tempo circoscritto e variabile, ma questo, non volermene, è tutto un altro discorso. Concludo qui sperando di averti dato qualche spunto per migliorare la tua passeggera esistenza anche perché ho davvero impiegato tantissimo tempo a scrivere queste righe avendo dovuto farlo con una sola mano, d’altronde si sa che per un ipocondriaco (e un poco superstizioso) la prudenza non è mai troppa.

Dì la tua