Onironautica, il sogno lucido.

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alice_in_wonderland_1951_5Alzi la mano chi non ha mai provato, almeno una volta nella vita, a cercare di sognare qualcosa. Non intendo semplicemente a sforzarsi di sognare, ma sforzarsi di sognare qualcosa di specifico: l’attrice/attore preferiti, una macchina, una villa, una persona cara. Basta pensarci intensamente prima di dormire, si dice, ma in verità esiste la possibilità di sognare ciò che si vuole: non si è tratta di magia, casi fortuiti, o coincidenze, ma di onironautica o più semplicemente di un sogno lucido.
Frederick Van Eeden, psichiatra olandese vissuto a cavallo tra la fine del 1800 e i primi del ‘900 fu il primo a parlarne per indicare un esperienza in cui si ha coscienza di stare sognando e con la pratica poter quindi modificare a piacere il sogno ed esplorarne gli spazi.

L’onironautica non sembra essere considerata “nociva” anche se alcuni studiosi la classificherebbero tra i disturbi del sonno confinandola ad una pratica utile solo se indotta in specifichi casi di necessità terapeutiche, altri invece asseriscono che non ha nessuna conseguenza sulla qualità del riposo. Di altra natura la disputa tra chi suggerisce che i viaggi astrali siano niente più che dei sogni lucidi con ambientazioni specifiche e chi invece distingue e separa le due pratiche.

Sono stato onironauta per diversi anni e posso dire che è un esperienza affascinante, oserei direi assuefacente. Nel mio specifico caso è stata una “dote” spontanea, quindi difficile da replicare e cessata all’improvviso proprio come si era presentata. Questo non vuol dire però che non esistano delle tecniche e delle pratiche per poter cercare di avvicinarsi o indurre il sogno lucido anche a chi ne è completamente a digiuno. Personalmente ho sempre tralasciato la forzatura in attesa di un ritorno spontaneo a queste capacità, ma se maometto non và alla montagna… ma non prima di aver fatto rientrare il mio livello di stress, condizione a parer mio necessaria.

Fondamentale per un sogno lucido, ancor più di indurselo, è riconoscere di stare sognando. Ci sono alcuni semplici test di realtà a confermare di trovarsi in un sogno, anche se và detto che il fatto stesso di avere volontà di eseguire un test di realtà conferma che qualcosa di non ordinario sta accadendo; non ti “sogneresti” (che gioco di parole) mai di eseguire un test di realtà durante la veglia. Eseguire un test di realtà all’interno di un sogno non è cosa facile, bisogna avere una certa padronanza dello stesso acquisibile anche attraverso la pratica dei test stessi nella realtà, infatti in sogno si tende a replicare istinti ed emozioni vissute in stato di veglia. Una volta eseguito il test di realtà con successo si è coscienti nel mondo onirico: questo stato è molto labile (anche qui il confine è molto soggettivo e rinforzato dalla pratica) quindi può facilmente accadere di risvegliarsi o ricadere in uno stato di non-coscienza ritornando in balia del proprio sogno.
Puoi eventualmente legare i test ad avvenimenti reali per creare nel tuo inconscio un abitudine, una routine ad un azione (ad esempio ogni volta che durante il giorno vedi una persona con i baffi esegui un test prescelto).

Test di realtà

  • Spegni la luce. Nei sogni, di solito, è impossibile. Spesso accade anche per la situazione opposta.
  • Leggi. Guardati intorno e leggi qualcosa: un poster, la copertina di un libro, poi voltati e rileggila. Spesso cambia.
  • Guardati le mani. Spesso le mani non appaiono in sogno in modo ordinario.
  • Guarda l’orologio. Come per la lettura di testi, nei sogni l’ora digitale tende a variare continuamente. Stranamente, di rado con orologi analogici (a lancette). Probabilmente questo fenomeno è legato al maggior sforzo mentale necessario a riconoscere una serie di simboli numerali piuttosto che a riconoscere forme come lancette.
  • Guardati allo specchio. Spesso nei sogni le immagine riflesse tendono a essere irreali.
  • Salta. Potrebbero verificarsi modificazioni della gravità.
  • Respira. Potresti riuscire a respirare sott’acqua oppure tappandoti il naso.
  • Curiosa. Guardati intorno, cerca di sbirciare oltre una porta, un angolo, una finestra: potrebbe accadere che la vista di nuovi spazi si presenti senza confini, come una nebbia.

A seguito di un test positivo, come dicevo prima, ci si può svegliare per la sorpresa oppure può accadere un falso risveglio, un meccanismo del cervello a protezione del sonno: si crede di essere svegli ma in realtà si stà ancora sognando e ci si sveglia veramente una volta che nel sogno si è usciti di casa, o arrivati al lavoro. Diventare consapevoli di un falso risveglio può essere un esperienza breve e angosciosa: nel tentativo di svegliarsi potrebbe accadere di essere lucidi ma paralizzati a seguito di una paralisi ipnagogica, un altro meccanismo di protezione tipico della fase REM, che può provocare anche allucinazioni, immagini ipnagogiche, tipiche di una WILD.

Tecniche di induzione

WILD. Wake Initiated Lucid Dream. Iniziare il sogno senza addormentarsi, possibile attraverso un rilassamento completo corporeo ma concentrando la mente sul sogno. Tentando di rimanere lucidi per arrivare al controllo del sogno potresti sperimentare “scosse”, paralisi e immagini ipnagogiche come detto sopra. Credo che questa tecnica sia usata in parte e inconsapevolmente nelle situazioni in cui una persona dice di “aver continuato il sogno” dopo un risveglio. Non è raro che gli ambienti onirici assomiglino molto al luogo in cui ci si addormenta, questo per alcuni spiegherebbe le esperienze extracorporee e i viaggi astrali.

WBTB. Wake Back to Bed. Svegliarsi e tornare a letto. Sembra che questa tecnica aumenti più del 50% le probabilità di successo poichè con la notte le fasi REM si allungano, quindi hai più tempo per prenderne coscienza. Svegliarsi dopo 5/6 ore di sonno, rimanere svegli un ora focalizzandosi sul sogno lucido e poi tornare a dormire eseguendo una MILD.

MILD. Mnemonic Induction of Lucid Dream. Semplicemente addormentarsi con la ferma intenzione di voler riconoscere situazioni inusuali all’interno del sogno. Molto usata, ma poco efficace se non applicata in sinergia con altre tecniche.

CAT. Cycle Adjustment Technique. Sviluppata da Daniel Love, uno studioso britannico. In pratica si cerca di avere più probabilità di veglia modificando il proprio ciclo di sonno. In pratica ti devi alzare un ora e mezza prima fino a che non ti abitui per poi tornare al normale orario di sveglia.

RCT. Reality Control Test. In pratica allenamento durante il giorno. Fai attenzione più volte a cose che durante il sogno diventano irreali, questa tecnica pone la tua attenzione su ciò che non è patrimonio dell’inconscio cercando di portare questa abitudine all’interno dei tuoi sogni.

Esistono infine studi su stimoli esterni procurati durante la fase REM, come suoni e luci. Questi dispositivi studiati per aiutare l’induzione del sogno lucido necessitano di un apprendimento durante il giorno: gli stimoli verranno “imparati” dall’aspirante onironauta così da riconoscerli ed entrare in stato di coscienza quando si presenteranno durante il sogno. Parlerò di uno di questi in un prossimo articolo.

Sogni d’oro.

 

 

 

 

 

 

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