L’importanza del respiro.

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Hai appena finito una giornata in ufficio, parecchie cose da fare ma tutto sommato niente che esca dalla normale routine, eppure ti senti come se avessi lavorato in miniera e qualcuno sarà sicuramente pronto a dirti che “se ti stanchi così in ufficio forse non hai mai provato a lavorare davvero”. La diatriba tra lavoratori “mentali” e lavoratori “fisici” esiste da quando esiste il lavoro. Ogni lavoro è stancante a suo modo, ma a fine giornata, spesso hai l’impressione che chi ha lavorato di “cervello”, malgrado più sedentario, sia più spossato di chi ha lavorato di “muscoli”. Entrambi, cervello e muscoli, necessitano di ossigeno per lavorare: il cervello in condizioni di riposo consuma in media il 20% dell’ossigeno totale a differenza di un 6-7% dei muscoli.
Il nostro corpo è in costante lavoro per apportare ossigeno agli organi, a partire dall’inspirazione, passando per il trasporto dell’ossigeno nel sangue fino all’espulsione dell’anidride carbonica. Un ciclo vitale continuo che si intensifica ad una maggiore richiesta d’ossigeno da parte di un organo sotto sforzo a causa di diverse semplici azioni come pensare ad una soluzione, alzare un peso o   contrastare uno spavento. Imbattendoti in una persona agitata non a caso dirai: “fai un respiro profondo”. Respirare è un gesto naturale e potente che influenza sia il corpo che la mente.
A differenza di altre funzioni vitali, la respirazione può essere modificata a seconda delle necessità. Avete mai fatto caso a come respirate? Avete un respiro lento, profondo e continuo oppure un respiro veloce, superficiale e discontinuo? Molte culture e religioni che adottano la meditazione, pongono alla base della pratica proprio questo semplice gesto: focalizzare la propria attenzione sul respiro. Ecco introdotta la prima delle tecniche pratiche di respirazione che voglio presentarti, potranno sembrarti banali ma ti assicuro che se segui le indicazioni ne sperimenterai gli immediati benefici in prima persona:

PER SGOMBRARE LA MENTE
Portare la propria consapevolezza sul respiro, come detto, è una tecnica molto utile per sgombrare la mente al fine di concentrarsi su qualcosa o iniziare una sessione di meditazione. Mettiti in una condizione di tranquillità, siediti o sdraiati, chiudi gli occhi se ti è possibile, ed inizia a inspirare dal naso ed espirare dalla bocca se non lo stavi già facendo. Focalizza la tua attenzione sul respiro ma senza cercare di controllarlo, lascialo scorrere, ricorda che è un gesto che normalmente fai senza accorgertene! Devi diventare uno spettatore del tuo respiro.
Inizialmente potrebbero affollarti la testa mille pensieri, non cercare di scacciarli, sforzati semplicemente di porre tutta l’attenzione al respiro che potrebbe anche nel frattempo farsi un poco più lento e profondo. Ascolta il tuo respiro, visualizza il percorso dell’aria cercando anche di percepirne il calore mentre entra dalle narici, scende nei polmoni rilasciando l’ossigeno e risale carica di anidride carbonica per essere espulsa dalla bocca. Pratica questa tecnica prima di risolvere un problema al lavoro, prima dello studio o semplicemente quando hai bisogno di relax. Praticala 5-10 minuti al giorno per avere dei benefici più duraturi e prolungati nel tempo.

PER LO SPORT
Anche se a volte può risultare noioso farlo, prima di fare sport bisogna prepararsi. Scaldarsi un pochino anche solo prima di una corsetta (magari dopo 8 ore seduti alla scrivania) è di fondamentale importanza per non incorrere in traumi. Puoi usare durante il riscaldamento o per caricarti prima di un evento il BrethWalking: questa semplice tecnica combina due azioni naturali e al tempo stesso benefiche come respirare e camminare, provare per credere.
Inizia a camminare “al tuo passo”: un andatura normale, ne troppo veloce ne troppo lenta, confortevole a te.
Fai quattro inspirazioni in sequenza, sincronizzandoti con la camminata. Ogni inspirazione è un passo.
Ora fai la stessa cosa espirando. Quattro espirazioni consecutive sincronizzate con i passi.
Mantieni l’andatura regolare senza strattoni o cambi di ritmo e continua a ripetere il ciclo respiratorio per 5 minuti al massimo.

Il BreathWalking in realtà prende origine da molto lontano. Della tecnica vista in precedenza esiste una variante più spirituale, praticata anticamente dai sufi come meditazione dinamica che consiste nell’aggiungere un mantra alla ritmica del respiro e della camminata. Puoi usare la frase “Verso l’uno” divisa in quattro sillabe o un mantra personale. Usa questa tecnica per calmare la mente e armonizzarti magari mentre ti rechi ad un incontro importante o prima di entrare al lavoro.

PER RILASSARTI
Puoi usare la respirazione anche semplicemente per rilassarti. Con la respirazione diaframmatica. Questa tecnica è naturalmente presente in te fin dalla nascita ma spesso “dimenticata” crescendo. Se osservi un bambino dormire supino, noterai come gonfia la pancia respirando (la posizione supina è anche la posizione più comoda e naturale per dormire, per alcune culture orientali questa posizione indica che la persona gode di uno stato di salute psicofisico). Possiamo usare la respirazione diaframmatica per una decina di minuti quando vogliamo o effettuare alcuni minuti tutti i giorni per “ricordare” al corpo questa tecnica:
Siedi in tranquillità e respira inspirando dal naso e gonfiando la pancia.
Espira dalla bocca sgonfiando la pancia, senti il diaframma che spingendo verso l’alto aiuta i polmoni a svuotarsi.
Per aiutarti usa le mani: la mano sinistra sul petto e la mano destra all’addome. L’unica cosa che devi fare è avere cura che si muova solo la mano destra, mentre la sinistra è immobile perchè non deve essere la cassa toracica a muoversi ma l’addome.

 

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