La fortuna di un incubo

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Stanotte ho fatto un incubo. Un incubo tremendo. Uno di quegli incubi di cui percepisci forte e lucida la sofferenza tanto da svegliarti e rimanere con una stretta al petto. È stato così meschino da ribaltare il concetto stesso di incubo, ma forse non senza un perché.
Una giornata come tutte le altre, preso, intrappolato dallo stress quotidiano con le normali azioni di ogni giorno, le normali ansie e preoccupazioni che tutti un po abbiamo, la realtà attuale, la mia vita normale. Nel sogno mi sveglio, era stato un sogno e la mia vita normale era invece un il vero e proprio incubo, in cui sentivo il dolore vivido di un fatto da poco accaduto (non volermene se non specifico di cosa si trattasse, per capire cosa intendo immagina semplicemente la cosa più tremenda che ti potrebbe accadere, quella di cui hai davvero timore e che eviti addirittura di pensare,ndr). Piangevo, non potevo far altro che piangere, rannicchiato in un angolo, disperato sino a che mi sono svegliato (questa volta davvero) ancora affannato, tanto che da avere ancora ora, a distanza di ore lo stomaco chiuso. Era una sogno nel sogno.
Spavento e confusione a parte, ancora nel letto ho iniziato a riflettere sulla morale dell’incubo, morale tanto banale quanto illuminante: sono fortunato, almeno in questo istante lo sono davvero. Tutte le preoccupazioni, i malumori, i fardelli che ogni giorno mi riconosco sulle spalle erano passati in secondo piano, anzi ero diventati indice di una vita desiderabile a confronto di quella sofferenza nell’incubo. Tra le lenzuola sgualcite, con il sudore freddo ancora sulla pelle ho improvvisamente realizzato che per quanto possa essere stressato o preoccupato dalla quotidianità, non ho nessuno motivo valido per cui non sorridere così mi sono calmato ed ho richiuso gli occhi aspettando quel noioso e insopportabile suono della sveglia che rompe il silenzio come un allarme a cui per la prima volta ho sorriso.
Io ho avuto la fortuna di avere questo incubo, non dovrebbe essere necessario, ma noi esseri umani civilizzati per viziosa naturalità tendiamo a dimenticarci di ciò che siamo e abbiamo e per quanto la propria situazione possa sembrare sfortunata ce ne dispereremo quando verrà meno.
Pensaci, respira, prendi aria, sorridi.

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