Il fottuto palestrante borsato

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quindiquindiLa palestra mi irrita tremendamente. Non è il concetto di palestra di per sé, è la gente che la frequenta. Nello specifico lo spogliatoio. C’è che in una stanza che può ospitare una ventina di persone (io per fortuna non ne incrocio mai più una manciata) se ci sono delle panche grandi la logica vuole che siano da condividere. La logica. Quella misteriosa risorsa umana che a quanto pare è la più mal distribuita nel pianeta. Ora, caro palestrante, devo già sopportare la visione del tuo culo sudato e le cose che hai da dire allo spogliatoio con la presunzione che a qualcuno, di ciò che hai da dire, freghi veramente qualcosa, quindi cosa ti fa pensare che io debba anche giocare a tetris con la tua roba per potermi cambiare?! Te lo dico io cosa: nulla, perché non pensi affatto, tu, l’ossigeno lo usi per altro, non certo per alimentare il cervello. Lo trovi sempre lo stronzo: ha una borsa gigante, al fianco della quale stende in sequenza i calzini sporchi, la maglia sudata, i pantaloni, le scarpe, altre cianfrusaglie non ben identificabili e poi attacca con la disposizione dei panni “puliti” pronti da indossare; il decorato da uno o più asciugamani umidi (e la maggior parte delle volte stantii) e se è la giornata fortunata perlomeno la puzza di sudore non la senti perchè la doccia l’ha appena finita e si limita a goccialarti sulla tua di borsa, che è nell’angolo in attesa che sedendosi per levarsi i cotonini dai piedi te la faccia cadere, perché è così lui, non curante, lo stronzo (c’è poi la versione “ti vedo tutti i giorni ma non ti saluto” oppure quella “sto cercando di coinvolgerti nel discorso”, ma questa è solamente una variabile fastidiosa in più e trascurabile).
Caro stronzone non curante con la borsa gigante, io non credo mi vendicherò mai e nemmeno ti dirò qualcosa, perché in fondo probabilmente non afferreresti, non ti auguro nemmeno del male, io, ma sò bene cosa ti meriteresti mentre sventoli calzini sporchi appoggiando i piedi ovunque e parlando di quanto sia prevedibile la “figa” con un aria da seduttore consumato: che tua moglie non solo ti stia tradendo, ma stia facendosi un selfie post gang-bang da mandare alle amiche per farti sentire ancora più coglione e che in preda ad un istinto di emancipazione, quando arriverai a casa stasera, ti sbatta in faccia il tuo borsone puzzolente (che probabilmente ti fai anche preparare da lei a suon di: “dove sono i pantaloncini della palestra?!”) dicendoti di stare zitto e che si è rotta il cazzo dei tuoi piedi puzzolenti e dei tuoi panni odor sudore/cane bagnato, che se vuoi te li lavi te, così magari se i neuroni te lo consentono inizierai finalmente nella vita a imparare a fare qualcosa e la smetterai di spargere il contenuto della tua borsa per lo spogliatoio come un bambino viziato che svuota la cesta dei giochi sul pavimento per poi incollarsi alla televisione con una merendina in bocca (sono convinto un po’ come quando torni a casa nelle serate di campionato).

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