Guida al Vaffanculo

A Modo Mio, Pensieri quotidiani Commenta

Sempre più decentrato e incazzato con il mondo. Me la prendo con gli automobilisti, me la prendo con la tv, con il computer, con qualsiasi cosa  e persona, persino con chi mi sta davvero vicino. Dormo male, sono sempre di corsa, in ritardo, in affanno, scanso chiunque poiché d’intralcio tra me e quella serenità che rincorro e non afferro. Un ciclo continuo, che si autoalimenta e scava. Ferma tutto mi dico. Sto diventando un acido nevrotico. Io non sono così. Improvvisamente tutto mi è più chiaro. Mi rendo conto che tutto ciò che ho intorno mi sta trasformando. Non so tu, ma io ho a che fare quotidianamente, tra lavoro e conoscenze, con persone opportuniste, invidiose, pettegole, avide, materialiste… per farla breve tutto il peggio della dotazione umana; non vivo in una sorta di inferno dantesco parlo semplicemente dei lati negativi delle persone e a meno che tu non abbia la sensibilità di un cacciatore di foche avrai colto anche tu dei lati negativi in chi ti circonda. Mi sto trasformando, dicevo, in ciò che odio.
Uno sterile insieme dei lati negativi della gente. Inizio a capirne la dinamica: più si reprime e si accomodano atteggiamenti e persone negative, più ci si carica della stesse cattive qualità. Come una spugna, che prima o poi rilascia l’acqua che assorbe. Ti sarà capitato sicuramente di sorridere ad una persona pensando invece quanto sarebbe stato bello infilargli un dito in un occhio; ebbene io ho vissuto spesso queste situazioni, sono sempre stato una persona accomodante ed ho capito che questa “qualità” è distruttiva se mal usata: finisci per essere accomodante con chiunque tranne chi se lo merita veramente.
Al diavolo tutto e tutti dunque: perché dovrei tentare di avere un rapporto civile con te che fatichi a salutarmi? Perché dovrei sostenere un minimo di conversazione poiché siamo nella stessa stanza? Perché dovrei rispondere a te che ti spacci come amico/a e ti fai sentire solo in abbinata alla richiesta di un favore? Perché dovrei dirti si che bella questa tua creazione, quando in realtà fà schifo?
Ovviamente non predico l’acidità: sono totalmente contrario alle persone nichiliste, maleducate o scorbutiche ma mi accorgo di quanto sia importante e tutt’altro che scontato scaricare il proprio odio su chi davvero se lo merita. Pensaci un attimo: l’ultima volta che hai risposto male a qualcuno, era davvero per colpa sua o stavi scaricando il nervoso accumulato per colpa di qualcun’altro?
Certo, penserai, se il mio capo reparto mi fà incazzare non posso mandarlo a fare in culo. Certo che no, ma nessuno ti vieta di elaborare e sfogarti attraverso una frase impeccabile, educata ma diretta, che può dare anche più soddisfazione. Ovviamente non si può fare di ogni erba un fascio, ognuno ha i propri mostri da combattere, ma chiediti se hai fatto il possibile per evitare di sfogarti con chi non se lo meritava. Io da questo pensiero mi sono reso conto di azioni che reputavo banali e scontate ma in realtà non facevo o ero abituato a reprimere, per questo ho deciso di racchiuderle in un memorandum:

  • pensa a voce alta: 
    non dire mai il contrario di ciò che pensi, anche a costo di etichettare bambini brutti, mettere in discussione guardaroba interi o non essere più invitato alla “serata visione filmino delle vacanze”. Si chiama verità, non cattiveria.
  • evita di cercare di piacere a tutti, non puoi:
    ti saluta a fatica e non ti spieghi cosa puoi avergli fatto? Pace, ci possono essere una marea di ragioni, magari non scopa da una vita e vorrebbe strapparti i vestiti di dosso. Non confondere Facebook con la realtà, nella vita non conta quanti mi piace porti a casa.
  • sorridi inutilmente ma non per circostanza:
    sorridere fà bene all’animo fallo! ma prova a NON sorridere quando senti che dovresti farlo solo per circostanza, vedrai che soddisfazione. Potresti per esempio salvare centinaia di vite di umoristi improvvisati che prima o poi avrebbero trovato il loro.
  • favori non sacrifici:
    i favori, per essere tali, devono essere fatti con piacere. Rispondi semplicemente “no non mi và” puoi anche aggiungerci “fammelo tu un piacere, chiamami quando vuoi davvero sapere come sto”.
  • pondera gli amici:
    amicizia è una parola più inflazionata di ti amo, gli amici, potrai non credermi, spesso sono quelle persone dall’affetto meno plateale, le altre rientrano il più delle volte nella categoria lecchini.
  • diffida da chi ti asseconda:
    spesso chi asseconda le tue lune con il sorriso è proprio chi di te dice le peggio cose, le persone trasparenti muovono delle critiche se lo reputano necessario, invidiose escluse naturalmente.
  • una battuta è meglio che niente:
    se proprio non te la senti di dire a quella persona qualcosa, usa almeno una battuta. Per esempio, io a chi infonde dubbi sulla mia sessualità solo perché prediligo alimenti non animali tendo a rispondere: “contrariamente a te, siamo sicuri che io le carote me le mangio”
  • il vaffanculo:
    che dire, chiaro, conciso forse un pò antico, ma non dimenticare che ha infinite varianti pronte per ogni occasione: dal ricercato fuck you al semplice fottiti il risultato non cambia.

Ce ne sono sicuramente tanti di consigli da ricordare, probabilmente questa lista sarà aggiornata con il passare del tempo visto che il trend degli ultimi anni sembra proprio essere il numero crescente di persone che deludono le mie aspettative, o forse il segreto sta proprio nel non averne, fatto sta che i nomi delle persone che scopro davvero importanti stanno stretti nel palmo di una mano, l’altra la tengo libera per un semplice gesto.

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