Che bello WhatsApp.

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whatsappNegli ultimi tempi se dici “ti mando un messaggio” ti guardano con gli occhi di un lemure impaurito rispondendo “ma come, non hai WhatsApp?”.

WhatsApp non è una scelta, ce l’hai perchè lo devi avere. Persino chi non ha mai avuto un cazzo da dirti vuole scriverti su WhatsApp.

“eh ma se non hai WhatsApp come faccio a scriverti” si disperano, ti ammoniscono.

I tuoi parenti comprano il cellulare nuovo e non ti chiedono di inserirgli la sim, ma di installargli WhatsApp.
Il tuo collega non sà aprire la Rubrica, ma ti scrive su WhatsApp.
C’è chi và nei negozi a chiedere semplicemente “un WhatsApp”. Perché ce l’hanno tutti. Perché che bello WhatsApp.

È un epidemia. Ed è in crescita.

Devi regalare un telefono? Chissenefrega basta che abbia WhatsApp, di serie, già pronto. Persino per tua nonna non lo cerchi più con i pulsanti grandi e il tastone antipanico, lo cerchi che abbia WhatsApp facile, in dialetto. E se tua nonna non lo vuole sarà solo questione di tempo, perchè prima o poi, alla gita a finale ligure, sul pulman, la Maria le farà vedere che lei manda i messaggi ai nipoti con WhatsApp.

Che bello WhatsApp.
Perchè è gratuito, perchè ha le faccine, perchè ci fai i gruppi, perchè tutti usano WhatsApp. WhatsApp è comodo.

È così comodo WhatsApp perchè non ci si limita a scrivere: si invia e si riceve la qualunque, tanto è uguale, anzi più rapido che a scrivere.

Le tue giornate sono cambiate da quando c’è finalmente WhatsApp.

Per uscire con gli amici si è fatto un gruppo in cui trovi 37 notifiche senza che nessuna sia un informazione utile alla serata, se non forse una foto sfuocata del cartellone pubblicitario con gli orari del nuovo locale (perchè scriverli quando lo puoi fotografare in corsa a 80 km/h dal finestrino?), un video che fà ridere e un video porno (perchè c’è sempre un video porno), una registrazione audio e il video di un gattino irritante che ha ingoiato una bombola di elio e che con ogni probabilità, nel discorso, dirà la parola “troia”. Dopo 20 minuti passati a leggere la cronistoria di questa babele (da cui non puoi ne esimerti ne toglierti) tu non sai ancora dove e a che ora trovarti e nemmeno con chi.

Nel frattempo leggi nel gruppo dei colleghi che si parla di aperitivo, mentre in quello della palestra si paventa una cena macrobiotica anche se per cena in realtà hai appena saputo che saresti già impegnato visto che sul gruppo dei famigliari così c’è scritto.

Non sai cosa fare quindi ignori tutti e vai al bar anche se non hai niente da dire perchè è tutto il giorno che leggi le novità nel gruppo del bar e mentre ordini da bere inciampi nei colleghi che ti avevano invitato all’aperitivo che hai snobbato ai quali giustifichi che “eh no non avevo visto i messaggi”, ma capisci nello stesso momento che si, stai facendo una epica figura di merda, perchè WhatsApp conferma la lettura del messaggio e ti dice persino l’ultima volta che l’hai aperto, proprio tu te lo dimentichi che quella volta grazie a WhatsApp hai chiuso con sofferenza ma giustamente la tua storia finita in tradimento (avevi iniziato a sospettare che non si trattassero davvero di sonnambulismo i suoi accessi dopo le 3 di notte) e mentre cerchi di pensare ad un modo per tirartene fuori, il gruppo di famiglia si chiede dove tu sia, gli amici scrivono di averti visto fuori dal bar da solo e che sei uno sfigato perchè non rispondi sul gruppo, quelli della palestra stanno aspettando una conferma ma il tuo collega è ancora davanti a te che attende una giustificazione, ma senti di nuovo quel suono, un altro messaggio su WhatsApp e sperando che possa toglierti dall’impiccio lo apri e lo leggi: una catena.

Ora devi mandare lo stesso messaggio a ventiquammilacinquecentodue persone entro 30 secondi altrimenti l’icona contenuta nel messaggio diventa rossa, si trasforma in un cracken e oltre stritolarti ti fà smettere di funzionare WhatsApp a meno che non paghi un abbonamento giornaliero di dueuroeventi per tutta la vita, e tu non puoi stare senza WhatsApp, perchè saresti isolato dal mondo così inoltri velocemente a tutti i tuoi contatti, tra cui il tuo capo a cui però sbagli ed inoltri il video porno del gruppo degli amici e lui leggendo conferma il sospetto che tu nel weekend abbia problemi con l’alcool ma ti risponde con una faccina.
Che bello WhatsApp. 

 

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