3083: diario di viaggio. #8 di 8

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IL RITORNO. CONCLUSIONI.
Sveglia alle 8.30. Finalmente ho dormito un poco di più. Meglio tardi che mai. La voglia di tornare a casa c’è, sapere di dormire nel mio letto stanotte, rivedere le persone care e potergli raccontare tutto, mi fà alzare con un altro spirito, nonostante il vino marchigiano della sera prima. Anche Dado è meno teso. Alle undici siamo in spiaggia, al bagno 119 Blasco, il tempo di guardarsi in giro e arrossare un pò la pelle mangiando una focaccia ed è ora di partire. Sembra non ci sia traffico sulle autostrade, così ci dicono chi è munito di smartphone. Partenze intelligenti, chi vuoi che viaggia sotto il sole delle 14.00. Ed in fondo, a parte qualche coda a tratti fila tutto liscio.
Lascio scorrere il paesaggio dal finestrino che diventa sempre più familiare. Ripenso a tutto, alle persone incontrate, quelle che mi sono mancate, a cosa mi abbia portato a fare un viaggio così e che cosa ne abbia ottenuto. Sicuramente ti fà riflettere. Non posso fare a meno di pensare come tutta una serie di situazioni mi abbiano portato ad essere qui oggi, e non altrove. Come ogni piccolo gesto di ogni persona abbia influenzato gli avvenimenti dei miei ultimi 30 anni, nessun rimorso, ne rimpianto. Come mi sembra inverosimile che siano 30 anni che sono al mondo e abbia visto più del mondo che del bellissimo paese in cui vivo. Come la vita delle persone trovate sulla nostra strada sia stata inevitabilmente influenzata dal nostro passaggio senza nemmeno che ce ne accorgessimo. Quanta gente vive nel mondo, quante storie, quanti volti, quante situazioni. A volte si perde di vista il fatto che ogni cosa è in movimento, in evoluzione, anche se tu non la puoi vedere. Ti senti fermo, stabile, al tuo posto mentre intorno a te, non lo sai, e tutto si muove.
In tutto il viaggio ho rivissuto gran parte dei momenti che hanno mosso i miei 30 anni, a molte persone saranno fischiate le orecchie, o forse non se ne saranno nemmeno accorte. 30 anni in cui devo dire grazie a chi mi è stato vicino, a chi lo fà ancora, e anche a chi mi ha contrastato rendendomi più forte, migliore, o semplicemente diverso. Un grazie alle persone più vicine, quelle lontane a quelle incontrate e quelle che incontrerò perchè in fondo di viaggiare non si finisce mai.

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